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L'ottimismo è il placebo degli stoltiL'angolo del pessimista più ottimista
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March 12 Sense of Humour Premetto dicendo che ho grande rispetto per i creatori di barzellette professionisti. In effetti il loro lavoro viene spesso criticato aprioristicamente e senza considerare quanto sia difficile poter trasmettere in poche righe, o in una vignetta, uno sfumato senso di ilarità.
Ho deciso però di condividere dei casi di barzellette trovate in giro sui giornali che mi hanno indotto a riflettere (mmmh...come la faccio sù filosofica...). Il primo esemplare di questa corta rassegna mi ha colpito per la sua...vabbè lascio giudicare voi...
Potreste obiettare che il target della barzelletta sia costituito dai bambini...ma vi sfido a trovare un bambino cui possa far ridere un gioco di parole così ATROCE. Devo ammettere che pur tuttavia è uno di quei casi in cui il lettore si ritrova a "ridere per non piangere", e quindi lo scopo del barzellettista può in ogni caso dirsi raggiunto Le prossime due barzellette invece le mostro perchè vorrei capire qual è il loro senso, perchè dovrebbero far ridere. Passi una barzelletta brutta, ma addirittura una dove non si riesca a trovare il lato comico, beh risulta fortemente lesiva della fiducia in se stessi... Aituatemi a capirle, vi prego. Non riderò, ma almeno non mi considererò uno stupido....
(fonte principale: La Settimana Enigmistica, tristemente nota per le barzellette che non fanno ridere. Anche se devo ammettere che le leggo sempre. E talvolta sono pure belle!)
January 30 Da che pulpitoIeri sera è andato in onda all'interno del programma "Le Iene" un pungente servizio della neoassunta iena Alessandro Cattelan su Ronaldo. In particolare, il simpatico inviato ironizzava sulla coerenza del calciatore facendo simpatiche battute sui suoi passaggi dal Barcellona al Real, dall'Inter al Milan.
Ma conosciamo meglio questa frizzante iena.
Alessandro Cattelan nasce artisticamente negli studi di All Music, quando ancora il canale era agli albori e si imponeva come una "nuova Mtv" più ricca di musica senza però rinunciare a quell'atteggiamento trendy che da sempre caratterizza le reti giovanili e che strizza l'occhiolino al target delle preadolescenti. Alessandro era proprio lì. Strizzava l'occhiolino alle preadolescenti.
Tempo qualche anno, ed il coerente Cattelan sale sulla grande nave di Mtv, allargando così il suo bacino d'utenza. Il nuovo programma è la copia di quello che faceva su All Music, ma su Mtv ci sono più preadolescenti cui strizzare l'occhiolino. Cattelan diventa presto famoso.
Tempo qualche mese, e il coerente Cattelan si lancia nel mercato musicale rappando con un suo amico. Sono gli 0131. Insieme compongono una caustica canzone che ha l'obbiettivo di criticare senza peli sulla lingua il mondo musicale pop:
Fai come gli Articolo 31, cambia genere
E sì, che poi non sei nemmeno bello Dovresti dimagrire un po’ Come Tiziano Ferro No, amico, lo sai che faccio? Io scrivo un pezzo e vi sputtano tutti, cazzo! [...] In più ricordati che Thema è mio amico
Le sere nere le han passate tutti Ma ne ho anche ascoltati di più brutti [...] Sarebbe molto più facile sole cuore amore
Vorrei fare come Silvestrin Senti Enrico fammi fare un film [...] E chi lo sa rifaranno Superstar E faremo un disco flop come le Lollipop E bè certo a quel punto sarei a posto Perché vedi mio padre non è un pezzo grosso Sì, me ne ricordo uno e tu? Come si chiamava più? Dj Francesco, Pooh Di più. Grazie ad una segnalazione del sempre attento Dionaso, scopro che il coerente ed onesto Cattelan, finito tra i giurati di un concorso di Men's Health, indica tra i cantanti del futuro proprio gli 0131. Insomma, vota per se stesso. Gli 0131, seppur con un solo voto favorevole, entrano nella prestigiosa classifica. (Questo fa anche capire quanto importante sia tale classifica, ma sorvoliamo. Sorvoliamo anche sul fatto che Dionaso legga Men's Health. D'altra parte, lo leggo anch'io). Ora, se fossi in Ronaldo, indosserei un paio di occhialetti scuri, uno smoking e con un microfono andrei da quel simpaticone di Cattelan a fare una chiaccherata... Birds singing J. Kerouac December 19 Voglio quel centesimoMolti chiamano la mia "spiccata attitudine critica" con altri termini, spesso più coloriti. Forse questi saranno ancora più convinti nell'utilizzare tali eufemismi dopo aver letto questo post.
In questo clima da "corsa ai regali", i negozianti non mancano di farti arrabbiare. La cosa che mi manda più in bestia (e che sfortunatamente non è contenuta entro il periodo pre-natalizio) è quando al momento di pagare un articolo da 4,99 euri con la classica banconota da dieci, ti restituiscono placidamente una banconota da cinque E BASTA. Spesso poi con aria simpatica si trincerano dietro le parole: "il centesimo non ce l'ho! Eh eh", confidando nella clemenza del cliente che dovrebbe rispondere divertito con una risatina.
Beh, io non rido. E odio quella frase. Hai voluto mettere l'etichetta "4,99" ? Beh, adesso me lo dai quello schifoso centesimo. E se non ce l'hai me ne dai due, o cinque. Altrimenti la prossima volta mi scrivi un bel "5,00" ed eviti di prendermi in giro con queste schifose tattiche da commerciantucolo.
Al massimo, caro il mio vecchio venditore volpone, fai la figura di quello onesto abbozzando un: "oh, tenga caro mio la tua sudata monetina da 1 centesimo" e a quel punto io per primo risponderei "se la tenga pure". Incoerenza? Nient'affatto. E' la scorrettezza che mi dà fastidio, non è certo la mia brama di arricchirmi con monetine da 1 cent (e comunque, anche zio Paperone ha iniziato con un cent, mi pare, no?).
Oppure, scrivi sull'etichetta "4,9 periodico", che è uguale a "5,00". Salveresti capra e cavoli.
Ritornando a bomba, sì. Lo riconosco. Sono uno scassaballe.
Buon Natale, con 1 centesimo. E con Pascoli:
Nevicata Nevica: l'aria brulica di bianco; E le ventate soffiano di schianto December 02 Il pregiudizio dilagaOra, non so se è capitato anche a voi di sentire alla radio una pubblicità di una cioccolata dove un sedicente amante della matematica fa le seguenti affermazioni:
Una persona che dici simili idiozie non è un amante della matematica, è semplicemente un deficiente.
Il mio cuore è una rossa
macchia di sangue dove
io bagno senza possa
la penna, a dolci prove
eternamente mossa.
E la penna si muove
e la carta s'arrossa
sempre a passioni nove.
Giorno verrà: lo so
che questo sangue ardente
a un tratto mancherà,
che la mia penna avrà
uno schianto stridente...
... e allora morirò.
(S. Corazzini) October 21 La cartolina più brutta 2006Anche se con molto ritardo, anche quest'anno si è svolta la Grande Votazione per il concorso della Cartolina più Brutta Estate 2006! Dopo aver sbaragliato tutti gli avversari risultando prima in tutte le categorie (peggior grafica, impatto emotivo e contenuti), la vincitrice di quest'anno ha prevalso anche nella fase finale, smentendo tutti i pronostici che davano la Mn'Nathalieyn come vincitrice. Dopo due anni da campionessa in carica infatti, ha dovuto cedere trono e scettro alla nuova promessa degli orrori cartoliniferi, forte delle sue nuove doti da critica d'arte: la Fra. La cartolina che ha vinto è stata infatti "In realtà si chiamano Bruno e Agamennone!"
Ma vediamo quali sono stati i motivi principali per la sua elezione: 1) La presenza di due bruttezze anni '80 con sederi e bikini impresentabili 2) Il dubbio sulla sessualità delle protagoniste che sorge spontaneo osservando il loro duro profilo 3) Le frasi accattivanti che si leggono sul bordo, che comprendono "Ti desidero così tanto", "Spero di essere tua", "Amore mio!", "Bisous"... 4) Il senso di orrore dato dall'insieme degli elementi precedenti Congratulazioni alla vincitrice che ha dovuto fronteggiare quest'anno concorrenti più che mai agguerriti e cartoline più che mai orrende! La top ten sarà disponibile su questi schermi al più presto. Nel frattempo, godetevi il posteriore delle ragazze/i ritratte/i in questo scempio! Auf Wiedersehen!
Semper Eadem«D'où vous vient, disiez-vous, cette tristesse étrange,
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SOLITUDINE Da questo greppo solitario io miro È sul mio capo un'eco di pensiero Sono città che parlano tra loro, Là, genti vanno irrequïete e stanche, Parlano dall'azzurra lontananza Qui quel ronzìo. Le cavallette sole (G.Pascoli) |
Un sapone del primetime con un introito vero contemporaneo “felicemente sull'ogni dopo„ questa serie di colpo dà un'occhiata scuro comedic al suburbia, dove le vite segrete delle casalinghe non sono sempre che cosa sembrano.
Io non avrò un P.O.V. elevato, ma che cosa ci fa Martha Stewart sugli steroidi? E cos'è la traversa del Marcia (con esso tutto)? Chi non desidera un bambino da andare? E poi...come ha fatto il nuovo venuto, nel quale siamo nostro malgrado entrati (?) ad abitare in una casa che non ha visto mai? E' proprio mysterious...
Il pleure dans mon coeur
Comme il pleut sur la ville ;
Quelle est cette langueur
Qui pénètre mon coeur ?
Ô bruit doux de la pluie
Par terre et sur les toits !
Pour un coeur qui s'ennuie,
Ô le chant de la pluie !
Il pleure sans raison
Dans ce coeur qui s'écoeure.
Quoi ! nulle trahison ?...
Ce deuil est sans raison.
C'est bien la pire peine
De ne savoir pourquoi
Sans amour et sans haine
Mon coeur a tant de peine !
(Verlaine)